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Certificazione Professionale?... PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Aitr   
martedì 01 gennaio 2008
...andiamoci piano

Nel settore dell’industria e dei servizi nonché nelle amministrazioni pubbliche, la certificazione del proprio prodotto o servizio risponde ad esigenze europee ed a una sempre maggiore attenzione alla soddisfazione del cliente “inteso in senso lato”.
Una ulteriore garanzia, quindi, che un certo prodotto o servizio venga realizzato nel rigoroso rispetto di regole e procedure comuni.
La certificazione è anche una difesa contro la contraffazione ed anche un’opportunità per l'impresa di ricevere sovvenzioni economiche da investire nella ricerca del proprio campo e quindi nello sviluppo.
Tutto ciò è reso possibile da agenzie che svolgono il lavoro di “certificatori” e che rilasciano i bollini di qualità che poi vengono costantemente monitorati.

La certificazione è basata su linee guida europee cioè su basi comuni che debbono necessariamente essere seguite dalle aziende, a prescindere dalla nazione in cui producono, se non vogliono essere espulse dal mercato.
In sostanza la certificazione ci aiuta a far distinguere un prodotto, lavorato nel rispetto di un processo organizzativo rigorosamente applicato, da un prodotto semplicemente tale.
Ma l'effettiva qualità di quel prodotto la dà esclusivamente il prodotto stesso secondo parametri di mercato.

La Certificazione quindi può stabilire che un processo produttivo viene svolto secondo criteri stabiliti, ma non può garantire che un prodotto sia effettivamente buono o migliore di un'altro. Ad esempio sono certificate le aziende di trasporto pubblico o di prodotti alimentari, ma poi è il cliente che stabilisce se il trasporto è puntuale o se quel formaggio è veramente buono.

La professionalità di ogni lavoratore quindi è il vero valore aggiunto necessario alla riuscita di un prodotto di qualità.

Secondo noi la certificazione può certificare la correttezza di un processo organizzativo applicato, ma in nessun caso può certificare la qualità della professione del lavoratore.
Crediamo che la professionalità di ognuno è legata alle proprie capacità creative ed intellettuali, che non hanno parametri di misurazione.

Le produzioni ed i suoi processi lavorativi possono e debbono essere certificati, non certo i lavoratori, che invece debbono essere qualificati, professionalmente capaci e rispondere a regole e normative contrattuali che stabiliscono il costo di queste professionalità, che sono il vero valore aggiunto.

Non crediamo però che la professionalità sia oggi la bandiera delle produzioni. Il mercato al ribasso che si apre ogni qual volta ci troviamo di fronte ad una crisi del cinema ne è la prova.
Si cerca chi costa di meno a scapito della qualità. I costi principali che si riducono sono per prima cosa il costo della troupe. E allora a che cosa serve discutere di certificazione se non si conquista il valore della professionalità? Finché non si afferma il principio che la professionalità va sostenuta, sviluppata e innovata piuttosto che mercanteggiata, non usciremo dall’equivoco.

L'AITR è interessata a promuovere la nostra professionalità a vantaggio di un cinema competitivo e di qualità.
Non vogliamo limitarci a definire i profili professionali, ma vogliamo stabilire quali dovranno essere i criteri minimi di professionalità.

In futuro l’ AITR dovrà assumere il ruolo di garante per i suoi associati, di esprimere e mettere sul mercato persone con alte capacità professionali e rispettose di un codice etico.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 gennaio 2008 )
 
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